Informazioni – Roma 2009

Roma, 16 gennaio 2009

Con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Superiore generale della SSP, don Silvio Sassi, hanno avuto inizio i lavori per riflettere e discernere sul tema complesso e delicato, proposto dal IX Capitolo generale (2007): la “ridisegnazione” delle presenze delle Figlie di San Paolo nel mondo. 53 le partecipanti: i membri del Governo generale, le Superiore di circoscrizione e delle case dipendenti, le sorelle della Commissione che ha preparato l’incontro e la “facilitatrice”, sr. Battistina Capalbo.

La realtà in cui viviamo, i rapidissimi cambiamenti culturali e sociali, la comunicazione, la globalizzazione, le nuove forme di povertà ci interrogano sulla qualità della nostra vita e sul senso e l’efficacia della nostra missione nei diversi territori in cui oggi siamo e operiamo, e ci invitano a una rivitalizzazione a tutto campo.

Sr. M. Antonieta, nella sua relazione, si è soffermata sull’imperativo di Don Alberione: “organizzare il bene”, in cui si riflette l’obiettivo della ridisegnazione. Entrare in tale processo, infatti, è oggi una chiamata di Dio. Mentre siamo ben coscienti di dover ravvivare il nostro volto e il servizio profetico al Vangelo, dobbiamo organizzarci in modo nuovo per potere vivere l’equilibrio tra comunione fraterna, preghiera, formazione, missione.

La Superiora generale ha ricordato che oggi la Congregazione deve saper cogliere i segni dei tempi, guardando avanti e cercando strade che consentano al carisma di sprigionare tutta la sua vitalità; deve intraprendere con coraggio forme inedite di attuare la missione, in comunione tra noi e in collaborazione con i laici. E ha concluso con la certezza che ci sarà più facile scoprire Dove ci porta il Signore, se terremo lo sguardo fissato all’orizzonte, che è Cristo, e ci lasceremo condurre dalla brezza dello Spirito.


Roma, 17 gennaio 2009

Continuando i lavori del Consiglio allargato, ci si è addentrate nella realtà delle nostre circoscrizioni, che erano state invitate a esprimere la loro “visione” della ridisegnazione, comunicando timori e difficoltà, eventuali aspetti positivi e vantaggi immaginando pure la meta che si potrebbe raggiungere.

Le rappresentanti di quattro continenti: le circoscrizioni di Europa, con le sue 10 realtà di province, delegazioni e case dipendenti; la giovane Africa presente ormai in 13 paesi; l’Asia e l’Australia, ricche di speranza… si sono alternate nella condivisione, confessando inevitabili timori, difficoltà e resistenze, ma anche esprimendo la profonda fiducia delle sorelle nei confronti della ridisegnazione: è davvero il “tempo favorevole”. Se sarà oculato, sapiente e condotto con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti membri della Congregazione, questo processo darà gli indubbi vantaggi per la vita delle comunità e per la missione.

Le superiore hanno pure riferito di diverse esperienze di Congregazioni religiose che, nelle diverse nazioni, hanno già attuato la ridisegnazione o stanno procedendo per realizzarla, e hanno dato suggerimenti operativi per il nostro cammino di ridisegnazione.
Adesso tocca alle sorelle del grande continente americano presentare il risultato della loro riflessione e ricerca. Ve ne parleremo al più presto. 
 


Roma, 18 gennaio 2009

Oggi le Superiore partecipanti al Consiglio allargato hanno fatto un viaggio virtuale, ma straordinariamente realistico, in America, ascoltando le Superiore dei paesi in cui siamo presenti: Canada, Stati Uniti, Messico, Venezuela, Portorico, Repubblica Dominicana, Colombia ed Ecuador, Perù e Bolivia, Brasile, Cile, Argentina con Paraguay e Uruguay: 15 paesi in tutto.

Come vedono le sorelle dell’America – nord e sud – la ridisegnazione? Quali timori e quali speranze? In genere, timore per ciò che è incognito e difficoltà ad accettare il nuovo. Le sorelle però sono più che convinte che l’unione delle forze e una organizzazione illuminata ci aiuteranno a rispondere, con la nostra missione, alle sfide dell’oggi. Ci hanno colpito, solo per citare una tra le più grandi sfide odierne, i dati della immigrazione negli Stati Uniti negli ultimi otto anni: quasi 9 milioni di persone, solo contando gli immigrati regolari; dall’Europa (1.174.127), dall’Asia (2.737.511) dall’America centrale e Sud (3.512.165), dall’Africa (570.661).

Di fronte alla realtà sociale, politica, tecnologica, nonché religiosa che cambia così radicalmente, le Paoline devono interrogarsi e vedere con quale passione e quali strategie mettersi in cammino verso “i più poveri del Vangelo”. La visione della realtà non solo di un continente, ma del mondo intero, è infatti lo scenario in cui ci situiamo per costruire il Progetto di ridisegnazione.

 


Roma, 19 gennaio 2009

Oggi la giornata si è aperta con la presentazione di un tema volutamente scelto per far pensare più che far discutere: Quale autorità nel processo di ridisegnazione delle presenze?, tema proposto da p. Mario Aldegani, Superiore generale dei Giuseppini del Murialdo.

P. Aldegani ci ha invitate a guardare i nostri paesi e le situazioni locali dalla prospettiva del mondo, e non viceversa, perché il cammino di ridisegnazione può essere profezia solo se considera la Congregazione come una grande famiglia, solo se guarda l’insieme e progetta con una visione d’insieme.

Ha quindi considerato il tema dell’obbedienza e dell’autorità, commentando il “cuore” del documento Il servizio dell’autorità e l’obbedienza (i capitoli dal 4 al 12), ponendo l’accento sul quadro teologico-antropologico. Se non si cerca con sincerità la volontà del Padre, viene meno la ragione stessa della nostra scelta di consacrati. L’autorità è al servizio di questa ricerca, perché essa avvenga nella sincerità e nella verità.

Il relatore si è poi soffermato sulla figura e sulle responsabilità del superiore, dando suggestive indicazioni sul significato del suo servizio di “servitore della comunione/fraternità”, il cui “compito è dunque soprattutto quello di consolidare la comunione fraterna, ma percependosi ed essendo percepito al di dentro, non al di fuori o al di sopra di essa”.

Molte cose sono cambiate e stanno cambiando in mezzo a noi e intorno a noi. Anche il modo di intendere la comunità cambia. Ai superiori è richiesto di “vederci bene”, saper leggere l’oggi e intravedere varchi per il futuro. Ma sempre e in tutto ai superiori è chiesto di animare e responsabilizzare le persone, aiutarle a rimotivarsi, manifestando sempre un reale interesse per la loro vita.

Le indicazioni di p. Aldegani sono state per l’Assemblea una salutare “scossa”, un promemoria di valori che devono sostenere anche il percorso intrapreso in questo Consiglio allargato.

Domani p. Aldegani sarà ancora con noi, e ci parlerà dei motivi, criteri e modalità della ridisegnazione. 

 


Roma, 20 gennaio 2009

Siamo quasi a metà del cammino. Ci incoraggiano i vostro saluti, messaggi e auguri, e il sostegno della vostra preghiera. Grazie.

Come proseguono i nostri lavori? Oggi abbiamo avuto una mattinata che ha dato risposta a molti nostri interrogativi e curiosità: p. Mario Aldegani ci ha parlato del processo di ridisegnazione, ormai diffuso e comune a molte Congregazioni. È stato utilissimo conoscere i passi compiuti da alcuni Istituti maschili e femminili, le difficoltà incontrate e i risultati raggiunti.

Ha quindi indicato alcuni criteri linee d’azione, per non rischiare di fare delle scelte “di emergenza” o di ritenere la ridisegnazione solo un problema organizzativo. Perché, come anche diceva sr. M. Antonieta Bruscato nella sua lettera del 15 maggio 2007, “è importante cogliere il processo di ridisegnazione come rinnovamento personale, comunitario e strutturale che mira a dare speranza, prospettive future, a rispondere alle sfide formative e apostoliche nelle diverse aree geografiche del pianeta”.

Inoltre abbiamo preso atto di importanti elementi che possono avere un effetto vitalizzante sulla nostra Congregazione, quali l’ecclesialità, la fedeltà creativa al carisma, governare con visione e sostenere il nuovo. E ancora: la chiarezza degli obiettivi e la cura della informazione per il coinvolgimento di tutto l’Istituto.

Nel pomeriggio, lavorando in gruppi, abbiamo focalizzato quali sono le vere motivazioni e quali gli atteggiamenti necessari per il processo di ridisegnazione, e abbiamo cominciato ad abbozzare l’obiettivo generale.

I ritmi sono serrati e il lavoro intenso. Stiamo bene in generale, ma la stagione fredda e umida ha regalato tosse, raffreddore e influenza a diverse sorelle. 
 


  Roma, 21 gennaio 2009

Babele o Pentecoste? La nostra Assemblea oggi ha ondeggiato tra la “Babele delle molte lingue”, modi di esprimerci, punti di vista, e la “Pentecoste di luce e di fuoco”, che compiva il miracolo di farci convergere, di volta in volta, sugli obiettivi della ridisegnazione delle presenze. La facilitatrice, sr. Battistina Capalbo, ha avuto l’occasione di esercitare, oggi più che mai, tutta la sua pazienza nell’ascolto, la sua attenzione nel raccogliere le proposte, la sua capacità di sintesi nel riepilogare con chiarezza le idee e i pareri sparsi, la sua sapienza nel condurci e “ricondurci”.

Siamo molto contente che il nostro meeting si svolga “in casa”. Come sapete, siamo ospitate in Generalizia, nella casa San Paolo, silenziosa e comoda, con un nuovo salone corredato di quanto occorre per i nostri convegni internazionali. 

Domani vi diremo qualcosa in più di dove la “Pentecoste” ci sta conducendo!


Roma, 22 gennaio 2009

Oggi abbiamo lavorato alla ricerca della “strada” per il nostro processo di ridisegnazione. Abbiamo chiarito a noi stesse le motivazioni e gli atteggiamenti che tutte dovremo assumere in questo itinerario: la fede, lo spirito di appartenenza, la grande apertura di mente e di cuore, il discernimento, la disponibilità al cambiamento, il coraggio e la determinazione.

Di seguito, con il dialogo in gruppi e la comunicazione, il dibattito e le chiarificazioni in assemblea, siamo giunte a convergere sugli obiettivi(generale e operativi) che la ridisegnazione deve perseguire. Con questo lavoro, abbiamo messo insieme le prime pietre che vanno a costruire il nostro Progetto di ridisegnazione. Domani ci aspettano le linee d’azioneconcrete, di cui vi diremo al più presto. Vi comunicheremo pure come proseguirà il cammino di coinvolgimento e riflessione a livello “locale”, di continente e di circoscrizione.

Cogliendo l’opportunità della presenza di tutte le Superiore, nel pomeriggio c’è stato uno scambio sul nostro marchio perché, dopo quindici anni di applicazione, possa continuare a esprimere efficacemente la nostra identità apostolica. 
 


Intervista a Sr. Maggie Ishaq
Superiora DELEGATA del Pakistan


Sr. Maggie Ishaq, superiora delegata del Pakistan, è tra le partecipanti all’incontro di Consiglio allargato sul tema della “ridisegnazione delle presenze”. La Delegazione del Pakistan dal 15 al 30 novembre ha ricevuto la “visita fraterna” di sr. Antonieta Bruscato, superiora generale, e di sr. Samuela Gironi, consigliera generale per la formazione. A sr. Maggie abbiamo chiesto di parlarci della presenza delle Paoline in Pakistan e delle sfide che si aprono oggi alla missione paolina.

Sr. Maggie, presentaci brevemente la Delegazione

La Delegazione del Pakistan è giovane e vivace, colma di speranza, nonostante possa svolgere l’apostolato dell’annuncio del Vangelo con gli strumenti della comunicazione sociale in mezzo a un esiguo numero di cristiani. Ma lavoriamo anche a favore del dialogo tra musulmani e cristiani.

Come si caratterizza la presenza delle Figlie di San Paolo nel paese in cui vivete ed operate?

In Pakistan la presenza dei musulmani rappresenta il 99% della popolazione. Le Figlie di San Paolo con coraggio e fede, nonostante la realtà del fondamentalismo e del terrorismo, si spingono anche lontano, nei villaggi e nelle altre diocesi oltre Lahore, per comunicare al maggior numero possibile di persone il messaggio evangelico, curando soprattutto la diffusione della Bibbia.

Quali sono le principali sfide per la missione paolina oggi in Pakistan?

Ne elenco solo alcune: operare in una nazione sempre in assetto di rivalità e di violenza; la discriminazione e l’ingiustizia nei confronti dei cristiani; la bassa considerazione in cui è tenuta la donna; la mancanza di una valida leadership nella Chiesa.

Sr. Maggie, qual è il tuo sogno per il futuro?

Preparare adeguatamente le nostre 17 aspiranti, le 3 novizie e le 10 juniores, perché possano essere donne forti, coraggiose e sante come Maestra Tecla, la nostra cofondatrice,per realizzare in Pakistan un potente network, come insegna il beato Giacomo Alberione.


Roma, 23 gennaio 2009

Abbiamo vissuto tutti i giorni del nostro Incontro di Consiglio allargato nella luce di Paolo, pregando sull’itinerario della sua vita, cercando di vivere il nostro lavoro con il suo spirito e di metterci sulle sue orme.

Paolo si è reso ancor più presente a noi in questa fase finale. Oggi infatti, abbiamo accolto il Progetto per la ridisegnazione delle presenze, ed è stato ancora Paolo che lo ha illuminato con la parola che il Risorto gli ha rivolto sulla via di Damasco: “Alzati e sta’ in piedi” (At 26,16); un invito a proseguire in continua conversione, profondamente unite e solidali tra di noi, spingendo il carro della missione paolina con l’energia dello Spirito.

Abbiamo raggiunto una visione comune, e la volontà del cammino che faremo insieme si è fortificata. Potrà risultare non sempre facile, potrà richiedere fatica, ma siamo certe di esserci avviate su una strada indicata dal Signore e che bisogna continuare con fiducia.  

Il Governo generale e le Superiore del Consiglio allargato hanno lavorato, rappresentando tutte le sorelle della Congregazione. Ora daremo seguito al lavoro iniziato, impegnandoci a trasmettere lo spirito e le proposte del Progetto, perché le sorelle di tutto il mondo si pongano sulla stessa strada e la ridisegnazione diventi conquista e gioia di tutte.

 


Roma, 24 gennaio 2009

Un assioma latino dice che motus in fine velocior, cioè: alla fine, la corsa si fa più veloce. È assolutamente vero. Ve lo confermiamo, perché oggi abbiamo lavorato molto bene, correndo! Ma correndo volentieri, soprattutto perché le idee si stanno arricchendo e la prospettiva del lavoro per la ridisegnazione sta diventando concreta.

Abbiamo infatti lavorato sulle linee d’azione a livello di congregazione, per rispondere agli obiettivi operativi, che prevedono, tra l’altro, il più ampio coinvolgimento di tutte le sorelle e la conoscenza della realtà – socio-culturale, ecclesiale, di congregazione – per determinare insieme i passi da compiere. Tutto il processo di ridisegnazione sarà fondato sulla Parola di Dio, perché dia luce, ispirazione e sapienza per comprendere dove il Signore desidera condurci ed essere disponibili a realizzare i necessari cambiamenti.

Abbiamo concordato il nostro viaggio su un strada ampia e percorribile, e non vogliamo perdere di vista la meta che ci aspetta. Passo dietro passo, sfidando le nostre difficoltà, e soprattutto le nostre paure, toccheremo la meta. Ce lo dice una delle nostre più belle parole profetiche: “Non temete, Io sono con voi”.  A domani!
 


Roma, 25 gennaio 2009

Nella splendida Basilica di San Paolo abbiamo celebrato oggi i Vespri della Conversione di San Paolo, insieme al Santo Padre e a una folla fervorosa. Ci ha commosso la fede della gente e il senso di Chiesa che si respirava, e sentire l’antifona che ci è così cara: Sancte Paule Apostole, predicator veritas et doctor gentium, intercede pro nobis!, cantata nel solenne e sobrio gregoriano dei monaci benedettini. Una volta di più il nostro Padre si è fatto più vicino a noi.
 

È stata questa la chiusura della nostra Assemblea. Nella mattinata, ricevendo il Progetto per la Ridisegnazione delle presenze, dal titolo Dove ci porta il Signore, sr. M. Antonieta ha ringraziato Dio perché siamo state condotte da Lui su una strada aperta, la strada “giusta”, che tenteremo di percorrere con gioia. Il nostro impegno è stato fecondato di benedizioni, ha continuato. Ora stiamo guardando al medesimo orizzonte, che comprenderà anche fatiche, incertezze, oscurità. Ma vogliamo spingere tutte il carro nella stessa direzione, avendo in noi i sentimenti di Cristo, come dice Paolo, sviluppando una reciprocità di benevolenza e di amore tra di noi.

Paolo, guida del nostro cammino, ci invita alla conversione continua, “per continuare a dilatare il cuore sui bisogni dell’umanità, senza rimanere legate al passato, agli schemi mentali, alle prassi consolidate”.

Sr. M. Antonieta suggerisce anche un cammino “con poco peso e passo leggero, guardando lontano”. Nello “zaino” porteremo la Parola di Dio, luce e vigore per il discernimento; e il nostro atteggiamento sarà l’ascolto della voce dello Spirito e l’ascolto del grido dell’umanità ferita da sofferenze fisiche, morali, spirituali.

Il Progetto per la ridisegnazione, ha concluso la superiora generale, genererà altri processi e coinvolgerà tutte le sorelle in un dinamismo di rinnovamento e di crescita. Abbiamo fiducia nei “frutti” dello Spirito.